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Paragrafo 1 . Nuove tensioni internazionali e ripresa della corsa agli

armamenti.

     
Dopo  la  firma  degli  accordi di Helsinki  (vedi  capitolo  Tredici,
paragrafo 3) i rapporti tra USA e URSS cominciarono ad incrinarsi,  in
seguito al mutamento degli equilibri politico-strategici in varie aree
del  mondo.  In  Egitto Anwar al-Sadat, succeduto a Nasser  nel  1970,
aveva  operato  una  svolta  in politica estera,  instaurando  stretti
rapporti con i paesi occidentali, in particolare con gli Stati  Uniti,
e  rompendo  con  l'Unione  Sovietica.  Quest'ultima  per  riusc  ad
estendere  la  propria  influenza in Africa, appoggiando  i  movimenti
nazionalisti  marxisti-leninisti in Angola  e  nel  Mozambico,  giunti
all'indipendenza  dal Portogallo nel 1975, e sostenendo  nella  guerra
contro  la Somalia Haile Mariam Menghistu, salito al potere in Etiopia
dopo   aver   rovesciato  nel  1974  l'imperatore   Haile   Sellassi.
Cambiamenti favorevoli all'Unione Sovietica si verificarono  anche  in
America  centrale,  con  la  formazione di un  regime  di  ispirazione
socialista in Nicaragua, dove nel 1979 il dittatore Anastsio  Debayle
Somoza,  protetto dagli Stati Uniti, venne sconfitto e cacciato  dalle
forze   del  fronte  rivoluzionario  sandinista  (da  Csar   Sandino,
rivoluzionario fatto uccidere da Somoza nel 1934).
     Il   colpo   pi  grave  alla  distensione  venne  inferto   per
dall'invasione   sovietica  dell'Afghanistan,  uno  stato   povero   e
arretrato  ma  strategicamente  importante,  perch  posto  sulle  vie
d'accesso all'Asia centrale e all'India. Qui i militari filosovietici,
giunti  al potere con un colpo di stato nel 1978, intendevano  attuare
radicali  riforme economiche e avviare la laicizzazione della societ,
ma  incontrarono  la decisa opposizione dei grandi proprietari  e  dei
gruppi  religiosi  islamici. Per paura di  perdere  il  controllo  sul
paese, nel dicembre
     
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     del  1979  l'URSS decise di inviare le proprie truppe (decine  di
migliaia di soldati in pochi giorni) a sostegno dei militari golpisti,
e  contemporaneamente favor la formazione di un governo pi moderato.
Contro  il  regime  filosovietico inizi subito la  lotta  armata  dei
gruppi  islamici, aiutati dall'Iran, dal Pakistan e dagli Stati Uniti;
ebbe  cos  origine  un  conflitto nel quale Mosca  avrebbe  impegnato
120.000  uomini,  e  che  si  protrarr per  10  anni,  provocando  un
altissimo numero di vittime.
     L'invasione  dell'Afghanistan suscit  profonde  ripercussioni  a
livello  internazionale: l'ONU chiese immediatamente il  ritiro  delle
truppe  sovietiche; analoga richiesta venne avanzata dalla  conferenza
dei  paesi islamici e dalla CEE. Le olimpiadi che si tennero  a  Mosca
nel  luglio  del 1980 vennero boicottate da 80 paesi; gli Stati  Uniti
ridussero  le  esportazioni  di cereali in  URSS  e  decisero  di  non
ratificare   il  nuovo  accordo  sulla  limitazione  degli   armamenti
strategici  firmato  a Vienna nel giugno del 1979.  Segu  quindi  una
ripresa  della corsa agli armamenti, che port al potenziamento  delle
installazioni  missilistiche in Europa  da  parte  sia  sovietica  che
americana.
     La  politica  estera inizialmente adottata dal  nuovo  presidente
americano, il repubblicano Ronald Wilson Reagan, che nel 1981 prese il
posto  del  democratico Jimmy Carter, fu improntata alla  ricerca  del
primato  politico e militare degli Stati Uniti sul pianeta, per  poter
trattare  con  l'Unione Sovietica da una posizione di  forza.  A  tale
scopo  egli  cerc di rafforzare la presenza americana nel  mondo.  In
America latina gli USA fornirono aiuti economici e militari alle forze
controrivoluzionarie del Nicaragua, del Guatemala, di El Salvador e al
dittatore di Panama Manuel Noriega; nel 1983 Reagan ordin l'invasione
del   piccolo   stato  di  Grenada,  un'isola  del  mar  dei   Caraibi
indipendente  dal  1974  e  retta da un governo  comunista.  In  Medio
Oriente,   Washington  si  scontr  con  l'Iran  guidato  da  Ruhollh
Khomein,  che  perseguiva una intransigente politica di restaurazione
religiosa contraria a qualsiasi influsso occidentale per cui gli Stati
Uniti  da  alleati  erano  diventati nemici (vedi  capitolo  Quindici,
paragrafo  4),  e  con  la  Libia di Muammar Gheddafi  (vedi  capitolo
Quindici,   paragrafo  8),  considerato  sostenitore  del   terrorismo
internazionale. In Asia venne fornito sostegno economico e militare ai
guerriglieri afghani in lotta contro l'occupazione sovietica.
     Per   assicurare  agli  Stati  Uniti  la  superiorit   militare,
l'amministrazione Reagan ide un complesso sistema difensivo, definito
"scudo  spaziale",  basato  sull'impiego  di  raggi  laser  e  cannoni
elettronici  per  neutralizzare  un  eventuale  attacco   di   missili
intercontinentali sovietici. Il progetto, criticato negli stessi Stati
Uniti  perch  considerato  di  dubbia  realizzazione  e  per  i  suoi
elevatissimi  costi,  rese  infruttuose  le  trattative  tra  le   due
superpotenze per la riduzione degli armamenti.
